martedì, 31 gennaio 2012

alic n' turtier

un piatto tipici puteolano:

alici in tortiera o Alici nella tiella

Soffriggete in una padella antiaderente olio e aglio. Aggiungetevi le alici pulite e coprite con un coperchio. A metà cottura spruzzate con aceto, aggiungete le foglioline di menta e un po' di sale

'o munaciello

l munaciello o monaciello ([mʊnaˈʧjɛlːɘ], "piccolo monaco" in napoletano) è uno spiritello leggendario del folclore napoletano; è di solito rappresentato come un ragazzino deforme o una persona di bassa statura, abbigliato con un saio e fibbie argentate sulle scarpe.
Il munaciello si manifesterebbe sia come spiritello benefico sia come spiritello dispettoso; un proverbio napoletano recita:
(NAP)
« ‘o munaciello: a chi arricchisce e a chi appezzentisce »
(IT)
« ilSecondo la tradizione, non sembra che si conosca con precisione il luogo in cui abita il munaciello, ma ragionevolmente si suppone che dimori tra le rovine di alcune di queste abbazie e monasteri che si trovano tra le colline che circondano la zona di Napoli. munaciello o arricchisce o manda in miseria »
La leggenda popolare vuole che uno dei vari rifugi del munaciello si trovi a Marina del Cantone, nella torre di Montalto, località di Sant'Agata sui Due Golfi (Massa Lubrense)
È un esperto delle vie sotterranee di Napoli e le attraversa per frequentare vecchi palazzi, causando diverse seccature. Si dice che Villa Gallo sia una delle case infestate da questa creatura.
Il munaciello tenderebbe ad esprimersi, nei confronti degli abitanti della casa dove si appalesa, con tipiche manifestazioni:
di simpatia (lasciando monete e soldi nascosti dentro l'abitazione, oppure facendo scherzi innocui che possono essere trasformati in numeri da giocare al lotto);
di antipatia (nascondendo oggetti, rompendo piatti e altre stoviglie, soffiando nelle orecchie dei dormienti);
di apprezzamento (sfiorando con palpeggiamenti le belle donne).
In nessuno dei tre casi suddetti bisogna però rivelarne la presenza: secondo il folklore napoletano, possono capitare disgrazie e sfortuna a chi rivela una visita del munaciello. Ci si può propiziare questo benefico spiritello domestico con il cibo, nella speranza di vedere trasformato il cibo in oro; ma non ci si deve vantare di tali doni soprannaturali, altrimenti svaniscono così come sono apparsi.
Quando il munaciello si manifestasse di persona, pare che appaia alle persone sempre nel cuore della notte, ma solo a coloro che sono nel più estremo bisogno, dopo che abbiano fatto tutto ciò che è possibile fare per alleviare l'angoscia che si è abbattuta su di loro e dopo che tutto ciò che è umanamente possibile abbia fallito. Lui senza parlare farebbe cenno di seguirlo; chi ha il coraggio di farlo verrebbe portato in qualche posto dove è nascosto un tesoro. Il munaciello non porrebbe nessuna condizione per il suo utilizzo, non richiederebbe alcuna promessa di rimborso, non esigerebbe né dazio né servizio in cambio. Non si sa se questi tesori siano i frutti di guadagni illeciti o i frutti del lavoro industrioso, messi da parte per le occasioni d'amore e di carità.
Si dice che in molti abbiano fatto improvvisamente fortuna grazie al suo intervento e quindi, quando qualcuno ha avuto un arricchimento improvviso, si dice "Forse avrà il munaciello in casa". Si dice anche che il tesoro portato in dono dal munaciello sia appropriato per le esigenze di chi l'ha ricevuto

14:19 Scritto da: santapanza in antiche dicerie | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

minestra e riso

Minestrone di verdure con riso
INGREDIENTI

per 4 persone
100 g di fagioli freschi sgranati
50 g di sedano bianco
120 g di riso
50 g di pomodori
200 g di patate
100 g di cavoli verza
60 g di cipolle bianche
50 g di carote
30 g di porri
5 cl di olio extravergine di oliva
5 g di prezzemolo
3 foglie di basilico
3 g d'aglio
2 g di salvia
100 g di Parmigiano Reggiano
2 litri di brodo di verdura
sale e pepe q.b.
50 g di pancetta o lardo
PREPARAZIONE

35 minuti per la preparazione + 1 ora e 45 minuti per la cottura
Passaggio 1

Mettere i fagioli a bagno in acqua fredda, per 12 ore, con una punta di bicarbonato per ammorbidirli.

Ponete una pentola su un fuoco di media intensità con l’olio e, appena questo sarà caldo, aggiungetevi la pancetta tritata. Fatela cuocere fino a quando non prenderà colore, quindi eliminate il grasso formatosi durante la cottura della pancetta ed aggiungete la cipolla tagliata a fettine sottili e la salvia.
Aggiungete poi le carote pelate, il sedano e il porro, il tutto tagliato a cubetti di circa 1 cm per lato. Fate cuocere alcuni minuti fino a quando le verdure non si ammorbidiranno, quindi aggiungete le patate pelate e tagliate anch’esse a dadini e, quandoFate cuocere per 5 minuti, quindi aggiungete i fagioli, precedentemente sbollentati in una pentola con acqua bollente per un paio di minuti, e mescolate il tutto, lasciando insaporire per 5 minuti. anche queste risulteranno ammorbidite, il pomodoro tagliato a pezzetti.
Versate quindi il brodo, portatelo ad ebollizione e lasciate bollire a fuoco basso per 1 ora e 20 minuti con il coperchio, mescolando di tanto in tanto.
A metà cottura aggiungete la verza lavata e tagliata a fettine spesse circa 1 cm e completate la cottura del minestrone.
Passato il tempo necessario per la cottura, verificate che la minestra non sia troppo asciutta ed eventualmente aggiungete qualche mestolo di brodo caldo, quindi salate, pepate e aggiungete il riso e fatelo cuocere il tempo indicato sulla confezione, avendo cura di mescolarlo di tanto in tanto.
Togliere dal fuoco il minestrone e insaporirlo con del grana. Cospargete il tutto con del prezzemolo tritato finemente e le foglie di basilico spezzettate.

PIETRO DI PACE

STORIE E LEGGENDE DI POZZUOLI

PIETRO DI PACE
Permise il Viceré (don Giovanni d'Aragona) in quei tempi ad uno spagnuolo per nome Pietro di Pace, goffo ma generoso, d'andare a ritrovare un tesoro nel Monte Barbaro presso Fazzuoli, nelle cui grotte entro con torchio acceso in una mano, e colla daga ignuda nell'altra, facendogli scorta un Ricciolo schiavo nero con face accesa; e trovo infatti medaglie, lucerne, statue antiche, e certi acquedotti di piombo, e di metallo, colle iscrizioni, che dicevano: Imperator Caesar. Ma io mi persuado, che la grotta accennata non fosse nel Monte Barbaro, ma più tosto quella, ch'è nel territorio di Cuma sotto l'Arco felice, ch'oggi chiamasi, la grotta di Pietro di Pace.

D.A. PAPPINO, Teatro eroico, e politico de' governi de' Viceré del Regno di Napoli, ivi, 1692-94

' e chichierc

ora parliamo di legumi: dalle ns parti tempo addietro, si usava un legume, oramai, introvabile LE CICERCHIE ( 'e chichierchie )
le cicerchie, è un legume ormai dimenticato, coltivato solamente in alcune zone dell'Italia del sud in quantità ridotta.
Le cicerchie si trovano solo secche, e vanno sottoposte a un lungo ammollo prima di cuocerle, io le ho lasciate in ammollo una notte.
Ecco una ricetta molto semplice proprio della vecchia tradizione puteolana
Ingredienti:
300g di cicerchie
passato di pomodoro
1 spicchio aglio
sale
olio
Mettere le cicerchie in ammollo per una notte. Cambiare l'acqua, cuocerle per 30-40 minuti. Controllare la cottura, tagliare l'aglio a pezzettini piccolissimi, mettere un pò di passato di pomodoro, l'olio, sale e lasciare cuocere per 10 minuti. A questo punto la cottura è finita, volendo si possono gustare a zuppa, con del buon pane tostato oppure con la pasta mista, dipende dai propri gusti. Sono molto buone, hanno un sapore che ricorda un po’ le fave. A detta dei nutrizionisti fa più bene della lenticchia

'e panzarott

“O panzarott” di Irene



panzerotti

  un’altra ricetta napoletana verace, al punto che il procedimento lo potete seguire anche in dialetto!

 

Ingredienti: – 7/8 patate di media grandezza; – 2 uova; prezzemolo; – pangrattato; – 300 gr di fiordilatte; – olio per friggere; – pepe; – sale.

 

Procedimento: Bollire le patate in abbondante acqua con un cucchiaio raso di sale; alla cottura pelarle e passarle con lo schiacciapatate, quindi aggiungere sale, pepe, uova e prezzemolo tagliato finemente, fare la forma del panzarotto e inserire al centro un pezzettino di fiordilatte. Passare poi nel pangrattato e friggere in olio bollente, girandoli pian piano ed estraendoli quando avranno raggiunto un colorito dorato. Servire ben caldi.

 

Per chi capisce il napoletano:
Miett a scaurà 7-8 patane dint’a na caurara d’acqua, si ce mitte nu poch e sale a patane se s’ampurisce, quanne so cotte spiellale e schiattele cu schiattapatane , miettece 2 ove sale e pepe, nu poche e prutusine tagliate fin fin, piglia nu poch i fiorilatte 300 gr abbastane e miett’ e pezzetiell’ dint’o panzarotte, passal dint’u pane rattat’ e vuttele dint’ ll’uoglie vullente, m’arraccumann nun u fa sfrantummà e lievel bell tuoste e biond’. Te l’ai mangia cavere cavere e nun te cocere a lenga!!!

fagioli alla maruzzara

come piatto unico una zuppa della ns tradizione

Zuppa di fagioli tondini detta alla "maruzzara"

Zuppa di fagioli detta alla marruzzara Questo “piatto povero” era una zuppa che cucinavano i pescatori a bordo delle loro barche nei periodi freddi. I fagioli a zuppa venivano mangiati nelle scodelle con il pane raffermo sotto che oltre a saziare servivano a tenerli caldi, durante i periodi di pesca , la ricetta originale prevede l'utilizzo di abbondante peperoncino

Ingredienti:

- 1 kg Fagioli tondini anche in scatola

- gr100 Sedano

- gr 200 Pomodorini

- 3 cucchiai di Olio

- 4 litri di acqua

- 10 gr Origano ,

- Sale q.b.

- 3 spicchi di aglio

- 4 Peperoncini

- Basilico e prezzemolo q.b.

Esecuzione

scolate i fagioli e li cuocerete con i pomodorini, l’origano, il basilico ed il prezzemolo, il sedano, l’olio , l’origano, gli spicchi di aglio ed i peperoncini, per circa un oretta. Dei crostini di pane oppure delle belle fette di pane casereccio:BUON APPETTITO

'a frittat e pasta

La frittata di pasta è un classico della cucina napoletana, e viene comunemente chiamata frittata di maccheroni; nata come ricetta per utilizzare la pasta avanzata, la frittata di pasta è poi diventata una preparazione a sè che oltre ad essere preparata e servita a pranzo o a cena insieme ad un’insalata come piatto unico, è spesso preparata in occasione di gita fuori porta, di allegre scampagnate o pic nic.
C’è chi prepara la frittata di pasta “bianca”, chi la fa “rossa”, chi utilizza i rigatoni, chi i vermicelli o i bucatini, e c’è chi l’arricchisce con pezzetti di prosciutto e formaggio, o quello che si ha a portata di mano in frigo.Questa è la ricetta classica che facciamo a casa mia, bianca e senza l’aggiunta di nient’altro se non uova parmigiano, sale e pepe e un goccio di latte per renderla più morbida al suo interno.. una vera bontà.

Ingredienti per 4 persone:
350 gr di vermicelli
6 uova
100 gr di pecorino grattugiato
sale
pepe
olio

Tempo di preparazione: 20 min
Tempo di cottura: 20 min
Tempo totale: 40 min
Procedimento per preparare la frittata di pasta

Cuocete i vermicelli in abbondante acqua salata.
Scolete la pasta al dente e lasciatela raffreddare, in una ciotola sbattere le uova, il sale, il pepe e il pecorino grattuggiato aggiungere gli spaghetti e mescolarli col battuto.
Preparare una padella larga per fritture con olio per friggere e scaldarla, mettere la pasta e il coperchio, pian piano aiutandosi con paletta girarla senza rompere la frittata...Vi raccomando una bella doratura croccante senza bruciarla, buon appetito!!!!

amatriciana a modo mio

 
Bucatini A' matriciana di Mare
Il sugo all'amatriciana è uno dei piatti più popolari della tradizione culinaria italiana.
Il termine amatriciana deriva da Amatrice, una città in provincia di Rieti, uno dei capoluoghi del Lazio.Oggi mi sono permesso e mi scuso con i cittadini del Comune di Amatrice di trasformare questo piatto che è uno dei miei preferiti.
Come si puo' sostituire il mitico guanciale?
Naturalmente con il pesce Spada.


Ingredienti
200 gr di Pesce Spada ( meglio fresco senno’ anche surgelato)
300 gr di Bucatini
300 gr di Pomodorini Freschi (del Vesuvio senno’ arrangiatevi)
Caciocavallo o pecorino
Aglio
Cipolla
Olio extra Vergine di Oliva
Sale
Menta

Procedimento
Mettere, in una padella l'olio extravergine di oliva l'aglio e una fetta di cipolla fare imbiondire a fuoco lento e aggiungere il pesce spada con l'aggiunta della menta dopodiché procedere con l'aggiunta del vino bianco secco; a questo punto a differenza del guanciale non togliere i cubetti di pesce spada dal composto perche' non c'e' pericolo a differenza del guanciale che diventano secchi e salati. Aggiungere i pomodorini aggiustare di sale, rigirare la salsa e tenerla ancora qualche minuto al fuoco.
Lessare la pasta in acqua salata, quando la pasta sarà bene al dente saltarla nella pentola con il Pesce Spada, impiattare e unire il Caciocavallo o pecorino. con un foglia di Menta.
 

lunedì, 30 gennaio 2012

Pezzogna al sale

L'altro giorna; al ristorante, si discuteva con Claudio ( uno dei chef piu' bravi dei Campi Flegrei, la mia enciclopedia culinaria vivente) se fosse meglio o no condire la Pezzogna al sale:

La pezzogna è un pesce della famiglia delle Sparidae, e vive nel Mediterraneo. E' un pesce da acque profonde, molto saporito.
In Campania viene considerato, a ragion veduta, uno dei pesci di maggior valore culinario.


La Pezzogna in Italia

Il nome scientifico è Pagellus bogaraveo(Pagello), i nomi regionali in uso in tutta la penisola per indicare il pagello in esame sono : parago a Portoferraio – scazzatiedde a Taranto ed Otranto , chialà a Giulianova, molo, alboretto a Rimini, albaro bastardo a Venezia, basucu a Cagliari e mopu/mopa a Messina e Catania,mentre il termine pezzógna è il nome usato a Napoli ed adiacenze, oltre che in talune zone lucane ed a Molfetta per indicare un pesce che si pesca esclusivamente nel Mediterraneo basso ad una profondità compresa tra tra i 140 e 750 metri
L’autentica pezzógna è quella del golfo di Napoli o pescata al largo di Pozzuoli, Baia .
La pezzógna è ritenuto tra i migliori pesci esistenti.

Pezzogna al sale
Ingredienti:

Pezzogna da 1,2 kg
Sale Grosso qb
1 bicchiere di olio d’oliva
spicchi d’agli mondati e tritati finemente
sale fino e pepe
prezzemolo

Procedimento:
L'esecuzione è semplice,
si pulisce accuratamente il pesce, eviscerandolo e lavandolo un più volte. Non va desquamato.
Ponetelo sulla carta da forno dentro una teglia.
Ricoprendolo completamente di sale grosso marino.
Mettetelo in forno già scaldato a 180 °C e lasciatelo per mezz'ora-quaranta minuti a seconda della dimensione. Questo ha richiesto quasi 40 minuti!
Tolto dal forno, spaccate il guscio di sale e pulite il pesce, l'involucro del sale grosso consente di ottenere una cottura tipo "al coccio", lasciando quindi il pesce molto morbido e gustoso. Impiattate con l'aggiunta di olio , aglio e prezzemolo mondati e tritati finemente servirlo a tavola caldissimo.
A me piace senza condimento, provatela ha un sapore inconfondibile. E Claudio mi ha dato ragione

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